Povegliano - Convenzione con il Teatro Stabile di Verona

domenica 22 gennaio 2012

Riportiamo un’interessante proposta culturale promossa dal Comune di Povegliano Veronese: è attiva una convenzione presso il teatro Nuovo di Verona per cui i cittadini del nostro paese, presentando un documento che ne attesti la residenza, hanno diritto a sconti sui biglietti.

Di seguito il comunicato recuperabile sul sito del comune:
(http://www.comune.poveglianoveronese.vr.it/po/mostra_news.php?&area=H&id=36)

L'Amministrazione comunale di Povegliano Veronese ha stipulato con il Teatro Stabile di Verona, una convenzione per l'ingresso agevolato dei cittadini di Povegliano Veronese agli spettacoli teatrali della rassegna "Divertiamoci a teatro", stagione 2011/12.

Tutti i residenti del Comune di Povegliano Veronese, presentando il proprio documento di identità alla biglietteria del Teatro Stabile di Verona in piazza Viviani n. 10, potranno usufruire di sconti ed agevolazioni per l’acquisto dei biglietti relativi alla rassegna “Divertiamoci a teatro”, stagione 2011/12, come di seguito elencato:
•    biglietto platea, ad euro 20 anziché euro 26
•    biglietto galleria euro 10 anziché euro 15
•    acquistando contemporaneamente il biglietto per almeno due spettacoli della rassegna “Divertiamoci a teatro”, verrà dato in omaggio un ingresso al Cinema Teatro Nuovo-Cinema Teatro Alcione
•    convenzione con il parcheggio “Saba Albertis” di Piazza Isolo per la sosta durante gli spettacoli: costo 1 euro/ora anziché la normale tariffa di euro 1,80/ora

Modalità di prenotazione ed acquisto biglietti:
- acquisto entro le ore 20,30 del giorno relativo allo spettacolo prescelto presso la biglietteria del Teatro Stabile di Verona in piazza Viviani n. 10, orario biglietteria dal lunedì al sabato ore 15,30-20;
- presso tutte le filiali Unicredit dei Comuni convenzionati.

Per il programma dettagliato della rassegna "Divertiamoci a teatro" clicca
http://www.teatrodiverona.it/divertiamoci_a_teatro-r35.html

Marciapiede powa!!

martedì 1 novembre 2011

Anche stamattina ho deciso di camminare, e di camminare sulla stretta via di mattoni che delimita il lato del marciapiede e lo innalza dalla superficie stradale. E’ un piccolo esercizio di equilibrio e concentrazione che le prime volte richiede lo sguardo puntato verso il basso, ma che oggi mi ha fatto pensare da quanto tempo non camminavo tranquillamente per le strade del mio paese; da quando ho la patente preferisco sempre usare la macchina, per comodità, ma cambierò. Poi pensavo al marciapiede e subito volevo evitare di ripassarmi in testa la grande somiglianza con i ritornelli comuni della vita: la tritissima metafora della strada e una costellazione di scatarroni, merde, gasteropodi dilaniati, e c’è da evitarli, da passarci sopra. Eh, sempre la solita roba in pratica, che poca fantasia.
            In fondo il marciapiede è un luogo così scontato. E’ quel posto, quella zona, che non conosci mai e che non nomini perché di solito dici per la strada. Però non si può camminare per la strada, è assai pericoloso, bisogna camminare sul marciapiede.
            Poi saltano fuori quelli che si accorgono che invece il marciapiede, benché non sia mai nominato, è sempre molto frequentato. In effetti è difficile dire che il marciapiede non faccia tendenza o ritrovi sempre meno persone. Perché anche chi vive in macchina prima o poi rientra a casa, va in un bar, corre in farmacia, attraversa una strada e così cammina sul marciapiede. Queste persone dicevamo, ne prendono il senso e lo sbattono un po’, magari gli danno una mano di colore e l’idea unita all’inusuale utilizzo diventa sorprendente, non è come guardare un quadro o un’animazione computerizzata, ti stanchi dopo di dire “Che fico!”.


 





 
Ed il top è camminare e trovare l’inaspettato.

Continuo a cercare

mercoledì 21 settembre 2011

I tipi di risposte che possiamo darci sono molti e dipendono unicamente dal tipo di esperienze che facciamo (letture, visioni, dialoghi, avvenimenti accidentali, responsabilità, scelte ecc…), così cercare sempre nuove esperienze diventa il metodo di ricerca e formazione personale più utile, anche se probabilmente faticoso.
Ecco quindi due contributi dall’accostamento abbastanza interpretabile, che non metto con un preciso obiettivo se non quello di suscitare la voglia di continuare a porsi domande.

Video-testimonianza di don Marco Pozza intervistato da Pif




Frammento di Michel Foucault, da Storia della Sessualità – L’uso dei piaceri

“Risalendo dunque dall’epoca moderna all’Antichità, attraverso il cristianesimo, mi è sembrato che non si potesse evitare di porre una domanda molto semplice e, al tempo stesso, molto generale: perché il comportamento sessuale, le attività e i piaceri che ne dipendono, costituiscono l’oggetto di una preoccupazione morale? Perché questo assillo etico, che, almeno in certi momenti, in determinate società o gruppi, appare più importante dell’attenzione morale che si porta ad altri campi puramente essenziali della vita individuale o collettiva, come i comportamenti alimentari o il compimento dei doveri civici? So benissimo qual è la risposta che viene subito in mente: le attività sessuali sono oggetto di proibizioni fondamentali la cui trasgressione è considerata una grave colpa. Ma questo equivale a dare come soluzione la questione stessa e soprattutto ignorare che la preoccupazione etica concernente il comportamento sessuale non è sempre, nella sua intensità o nelle sue forme, in rapporto diretto con il sistema dei divieti; avviene spesso che la preoccupazione morale sia forte proprio là dove non c’è vincolo né interdizione.”

Signor cameriere

domenica 21 agosto 2011


Ho prestato attenzione al suo modo di trascrivere le ordinazioni in una sera incredibilmente calda. Noi sudavamo restando fermi mentre lui, giovane e calmo, vestiva pantaloni neri e camicia, gilet e farfallino senza avere il viso lucido di sudore. Si distaccava dall’ampio territorio di tavoli e assetati e, sopra  il tempo e sopra il lago, indossava il silenzio di volto e voce; sembrava controllare naturalmente anche i propri capelli, adagiati in parte, ed era come se il solo e semplice accorgersi della persona che era avesse potuto elevare anche me oltre le teste e gli occhi dei presenti. Mi era impossibile non chiedermi che cosa pensasse mentre passava per i tavoli, attingendo a una piccola parte delle sue forze unicamente nel caso in cui fosse costretto a raccogliere le ordinazioni. Sicuramente rifletteva ogni volta in cui capitava tra le sedie di un animato gruppetto chiacchieroso ed i presenti ammutolivano al suo arrivo. Ma magari l’esperienza ha contribuito a donargli la fierezza che lo contraddistingue, le chiacchiere allora non lo tangono.
            Improvvisamente l’ho immaginato protagonista di leggende più o meno remote, più o meno credibili, sull’universo dei camerieri: figure altere in costante servizio/conflitto verso la massa di clienti variegata e tempestosa, uomini comuni dall’inenarrabile bontà sommersa e inesplorata, giovani sognatori in fibrillante attesa di novità, oppure persone opache legate dalla mera frenesia di un lavoro duro e difficile; portatori di una scelta non deliberata o amanti segreti di quel certo osservare che regala soddisfazioni intime e quotidiane consolazioni.
            Camerieri che leggete e che pensate a chi vi si affaccia ogni giorno, sappiate d’essere altrettanto motivo di mistero e stima per coloro che vi aspettano.

Il coraggio di scrivere

sabato 20 agosto 2011

Fabrizio Valenza è uno scrittore italiano di fantasy e horror. Quest’anno ha tenuto il laboratorio di Scrittura per Fiabe all’Art Pollution Fest e in questo momento della sua vita ha preso una decisione forte: libererà i diritti della saga fantasy che ha creato, Storia di Geshwa Olers, dal primo settembre 2011. Questo significa che smetterà di percepire introiti derivanti dalla vendita delle sue opere fino al completamento del settimo volume della saga. I volumi pubblicati sinora (due sui sette totali in lavorazione) saranno disponibili gratuitamente per le piattaforme di lettura digitale, scaricabili da internet.
        Nel post che annuncia questa decisione sul suo blog (http://hotmag.me/geshwa/2011/07/07/ritorno-alle-origini/) Fabrizio spiega le sue motivazioni, parla di mercato e delle difficoltà che incontra uno scrittore lungo la strada per il successo, ma ciò che traspare è l’irrazionale, sempre bruciante necessità di scrivere, la passione del creare attraverso le parole:

Storia di Geshwa Olers è nata per la gratuità. Questa fondamentale motivazione (come ho detto distorta strada facendo) dev’essere rimessa al centro delle mie scelte riguardanti la saga fantasy.

         Riconoscendo un tale desiderio, molte volte stroncato da altre necessità ben più pratiche imposte dalla vita, riconosco quel coraggio che rappresenta il fuoco dell’arte e della fiducia.



http://hotmag.me/geshwa/
http://www.fabriziovalenza.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Valenza

La favola del Festival e del Bando – Ossia come scrivere il proprio nome nella storia dei Rami

martedì 7 giugno 2011


Quest’anno, per la seconda edizione del festival, abbiamo colto l’occasione di iscriverci ad un bando abbastanza fuori dal comune, un bando in pieno stile USA: Ben&Jerry, catena di gelati molto famosa fuori dall’Italia ma che vuole farsi un nome anche qui, indice un bando per le migliori 50 idee che possano cambiare in meglio, anche di poco, il mondo.

Ci sono molti altri progetti iscritti, e anche molti altri stati, ma non ci scoraggiamo. Anzi! Il nostro contributo vogliamo darlo, a chi magari, grazie alla visibilità acquisita con i voti, potrà leggere cosa facciamo, anche se non vinciamo, e riproporlo da qualche altra parte in Italia, o nel mondo!

Perciò, a chiunque abbia il piacere di darci una piccola mano, chiediamo di votare la nostra (ma quindi anche la vostra) “Good Idea!” (o che speriamo sia tale).

Come si fa? Se avete un profilo su facebook vi basterà cliccare su questo link:
e votare la Good Idea dei Rami tra i Capelli.

Detto questo, un grazie sarebbe il minimo da parte nostra. Infatti, vi aspettiamo al festival per offrirvi tutte quelle cose, quella attrazioni, quelle proposte, che dal sito non si vedono ma che in realtà durante i tre giorni ci sono eccome.

Infine, l’invito è sempre quello di partecipare! Al festival o ad altre attività! Oppure di creare qualcosa di nuovo ed in nuove modalità!

Ciao!


Altri modi in cui potete partecipare:
- riunioni con i collaboratori (a qualsiasi livello, cioè potete fare ciò che vi sentite!), la prossima è martedì 14 giugno alle 21:00 presso la sala del NOI di Povegliano - per info scriveteci;
- presenza o aiuto attivo durante i tre giorni del festival;
- creazione di oggetti e gadget;
- donazioni dirette (di qualsiasi cosa :)
- spargere la voce!

Grazie!


Un Comune Percorso

lunedì 2 maggio 2011

L’associazione Rami tra i Capelli è partner ufficiale della mostra su Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che si svolgerà dall’1 al 29 Maggio 2011 presso villa Balladoro, a Povegliano.

Organizzata dalla Vicaria di Villafranca, con la collaborazione di Rivela e dell’Associazione Balladoro, la mostra vanta il patrocinio del Comune di Povegliano, del Comune di Villafranca di Verona e della Provincia di Verona. Di livello internazionale, è l’unica presente sul nostro territorio nel giorno in cui (il 1° Maggio) papa Wojtyla viene proclamato beato.

I 72 pannelli di fotografie si articolano in due piani della villa, sita in via Balladoro 15, Povegliano Veronese.

L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura al pubblico sono il Sabato e la Domenica, dalle ore 9:00 alle 19:30, mentre durante la settimana è aperta su prenotazione. Sono inoltre disponibili percorsi tematici per scuole primarie, secondarie e licei, serate per gruppi, adolescenti e giovani.

Per prenotazioni e informazioni:
Informazioni generali e su come arrivare: QUI!
Per prenotazioni: segreteria.vicariale@gmail.com oppure tel: 347-6417541